Giovanna

Felluga

Living

to a

fine

art

Wall&decò with CARTEdition is a contemporary art project

that was created to extend the scope of artistic research to a new

medium, wallpaper.

The idea of involving international artists for an open confrontation

with wallpaper, a medium usually dedicated to interior decoration,

was born to satisfy two needs: to extend the possibilities of representa-

tion an art work within a space; to propose art as an integrated

element of everyday life in order to experience it in a more intimate,

domestic and profound way.

The project, characterised by a phenomenological approach, aims to

relate the artistic gesture to the variable and unpredictable manifes-

tation of reality. Space and time go out of the artist’s control to allow

their chosen sign to expand and harmonise in every context confirming

its aesthetic and formal balance.

The work becomes a wall, it becomes “habitable”, an integral part of

the architecture. Reflection on the concept of the work of art/project

and its domestic application has a long history, starting in Italy at

the end of the 1930s and looking to Gio Ponti, theorist and promoter

of an integrated vision of art and architecture, but even earlier to

the example of Mario Sironi and his dining room in the Casa Museo

Boschi Di Stefano.

Turning our gaze to the needs of our contemporary world, another

aspiration of the research conducted in CARTEdition lies in the

desire to strive for a cultural and value-based regeneration of

society. At a time when the home has long been the sole reference

point for our days, the artists’ experimentation opens up new

solutions for contemporary living.

In confirming their own peculiarities, the authors involved have one

thing in common, they place their work in constant relation with the

surrounding environment, an open and evolving dialogue. Their

relationship with wallcovering, on the other hand, is different: from

the experience of Francesco Simeti and Donatella Spaziani in which

wallpaper often becomes a constructive element of their work; to

dedicated situations by Fabrice Hyber, Riccardo Previdi and Patrick

Tuttofuoco; to an initial encounter, based on previous reflections, by

Labinac and Liliana Moro.

The results are unique and the techniques for achieving them various,

a proof of ability and vision for Wall&decò, which has been able to

read the artists’ needs, pushing the company’s know-how towards new

potentialities in a creative and constructive exchange.

Vivere a regola d’arte

An intriguing plot

Mi piace definire la percezione di questo succedersi di compo-

sizioni e ricomposizioni di glifi come una formalissima espo-

sizione d’arte oppure come un intrigante intreccio letterario,

argomento di un’opera narrativa o drammatica, seppur visi-

va. Questo atlante ricchissimo è scandito in capitoli inscindibili

gli uni dagli altri, ciascuno dei capitoli è espresso attraverso

improvvise complicazioni della vicenda o per mezzo di macchi-

nosi dipanamenti della matassa. La teoria di monili organizzati

in lesene (Patrick Tuttofuoco) si presenta come una natura

morta in grado di ricostruire percorsi comportamentali proce-

dendo a ritroso nel tempo con l’intento di significare dinamiche

relazionali, di ricostruire gesti perduti. Così le impronte di

oggetti emozionali, anche se emotivamente dirompenti, sono

scagliate e stagliate su una superficie per accendere momenti

salienti della vicenda o delle vicende (Labinac) avviluppa-

te intorno ad un filo rosso, un confine tra prefigurazione e

azione. Presenze non stabilizzate ma idealmente suscettibili a

continui mutamenti (Riccardo Previdi), aggregazioni energe-

tiche, coinvolte in una forma pensiero in grado di disgregarsi

e ricombinarsi come la monumentalità che anela ad essere

ieratica, granitica, quella di simboli antichi, posti alla mercè

degli eventi, in una nuova frizione rispetto alla quale sono chia-

mati a resistere. Come i maestosi ciclopi diseredati e proiettati

in una natura estranea (Fabrice Hyber) per una pittura che

si fa terreno di incontro tra manualità e concetto, spinti verso

un possibile equilibrio. Questa ritrovata pacificazione è spiata

da infiniti occhi (Francesco Simeti) che attraverso una sottile

ironia esprimono un legame diretto tra uomo e natura che è sia

pagana sia pastorale con tanto di studio della primordialità ed

analisi delle passioni e delle emozioni trasmesse dalle texture

di svariate dimensioni e fogge, ventaglio di stili sostenuti da

perizia tecnica e da un’idea dell’arte che cerca in sé i motivi

della propria esistenza. Tali motivi consistono nel piacere di

una composizione finalmente sottratta alla tirannia della novità

(Donatella Spaziani) e anzi affidata alla capacità di utilizzare di-

verse maniere per arrivare all’immagine. Questi elaborati visivi

si collocano entro una catena di rinvii, apparentemente riferita

ad una presunta oggettività univoca. L’intreccio dei segni in

cui la verità via via si configura (Liliana Moro), aperta ad un

cammino infinito, chiama in causa questioni di ordine non solo

epistemologico ma anche etico.

Marco Tagliafierro

I like to define the perception of this succession compositions

and re-compositions of glyph either as a formal art exhibition

or as an intriguing literary plot, the subject of a narrative or

dramatic work, albeit a visual one. This rich atlas is divided

into chapters that are inseparable from each other, each chapter

expressed through sudden complications of the story or by means

of an intricate unravelling of the skein. The theory of jewellery

arranged in pilasters (Patrick Tuttofuoco) is presented as a still

life capable of reconstructing behavioural paths going backwards

in time with the intention of signifying relational dynamics, of

reconstructing lost gestures.

Thus the imprints of emotional objects, even if they are emo-

tionally disruptive, are hurled and silhouetted on a surface

to illuminate salient moments of the event or events (Labinac)

wrapped around a common thread, a borderline between prefig-

uration and action. Presences that are not stabilised but ideally

susceptible to continuous change (Riccardo Previdi), energetic

aggregations, involved in a thought form capable of disintegrat-

ing and recombining, like the monumentality that yearns to be

hieratic, granite, like that of ancient symbols, placed at the mercy

of events, in a new friction against which they are called upon

to resist. Like the majestic Cyclopes disinherited and projected

into an alien nature (Fabrice Hyber) for a painting that becomes

a meeting ground between manual skill and concept, pushed

towards a possible equilibrium. This newfound reconciliation is

spied on by infinite eyes (Francesco Simeti) which, through subtle

irony, express a direct link between man and nature that is both

pagan and pastoral, with a study of primordiality and analysis

of the passions and emotions conveyed by textures of various siz-

es and shapes; a range of styles supported by technical expertise

and an idea of art that seeks in itself the reasons for its existence.

These motives consist in the pleasure of a composition finally

removed from the tyranny of novelty (Donatella Spaziani) and

indeed entrusted to the ability to use different ways of arriving

at the image. These visual works are placed within a chain of

references, apparently referring to a presumed univocal objec-

tivity. The interweaving of symbols in which truth gradually

takes shape (Liliana Moro), open to an infinite path, calls into

question not only epistemological but also ethical issues.

Wall&decò with CARTEdition è un progetto d’arte

contemporanea che nasce per allargare l’ambito di ricerca

artistica ad un nuovo medium, la carta da parati.

L’idea di coinvolgere artisti internazionali per un libero con-

fronto con il wallpaper, strumento solitamente dedicato alla

decorazione di interni, è nata per soddisfare due necessità:

estendere le possibilità di rappresentazione dell’opera nello

spazio; proporre l’arte come fattore integrato alla quotidia-

nità per viverla in modo più intimo, domestico e profondo.

Il progetto, caratterizzato da un approccio fenomenologico,

punta a relazionare il gesto artistico con il manifestarsi varia-

bile e imprevedibile della realtà. Spazio e tempo escono dal

controllo dell’artista per lasciare che il suo segno si espanda

armonizzandosi in ogni contesto a conferma del suo equili-

brio estetico e formale.

L’opera si trasforma in parete, diventa “abitabile”, parte

integrante dell’architettura. La riflessione sul concetto di

opera/progetto e sulla sua declinazione domestica ha una

lunga storia che parte in Italia alla fine degli anni Trenta

e guarda a Gio Ponti, teorico e promotore della visione

integrata tra arte e architettura, ma ancora prima all’e-

sempio di Mario Sironi e alla sua sala da pranzo di Casa

Museo Boschi Di Stefano.

Volgendo lo sguardo alle esigenze della nostra contem-

poraneità, un’altra aspirazione della ricerca condotta in

CARTEdition sta nella volontà di tendere ad una rigene-

razione culturale e valoriale della società. In un periodo in

cui la casa è stata per lungo tempo il riferimento unico delle

nostre giornate la sperimentazione degli artisti apre a nuove

soluzioni dell’abitare contemporaneo.

Nella conferma delle proprie peculiarità gli autori coinvolti

hanno un elemento in comune, pongono l’opera in rapporto

costante con l’ambiente circostante, un dialogo aperto e in

evoluzione. Diverso invece è il trascorso con il wallcovering:

dall’esperienza di Francesco Simeti e Donatella Spaziani in

cui la carta diventa spesso elemento costruttivo dell’opera;

a situazioni dedicate di Fabrice Hyber, Riccardo Previdi

e Patrick Tuttofuoco; ad un primo incontro, sulla base di

riflessioni pregresse, di Labinac e Liliana Moro.

Unici fra loro i risultati e varie le tecniche per raggiunger-

li, una prova di abilità e di visione per Wall&decò che ha

saputo leggere le necessità degli artisti spingendo il know-

how dell’azienda verso nuove potenzialità in uno scambio

creativo e costruttivo.

Un intrigante intreccio

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