2.17.5. Sistemi di montaggio

I tubi Wavin PE presentano una marcatura bianca con riferimenti

dimensionali, normativi, di applicazione e di produzione. I raccordi

sono provvisti di linea zero e di suddivisioni di 15° in 15°. Grazie

all’asse di riferimento ed alla suddivisione in gradi e alla stabilità dei

pezzi, si ottiene una facilitazione di montaggio. L’installazione dello

scarico verticale (colonne) e di quello orizzontale (collettori), può

essere eseguito con una delle seguenti tecniche:

- montaggio con manicotto di dilatazione;

- montaggio con braccio di compensanzione per il corretto allineamento;

- montaggio rigido.

La dilatazione

Ogni materiale si dilata o si contrae per effetto di un aumento o

diminuzione di temperatura. La dilatazione termica lineare del po-

lietilene è di: 0,2 mm/m° C. Quindi dilata o si contrae di 2 mm per

metro, per ogni 10° di salto termico.

Come temperatura minima si suppone la temperatura del gelo;

come temperatura massima si considera il breve de

flusso di ac-

qua calda la cui temperatura non viene assorbita totalmente dallo

spessore del tubo, sia per la sua bassa conducibilità termica (0,37

kcal/mh°C = 43 W/mk), sia perchè, sovente, la quantità d’acqua

calda riempie solo una parte della super

ficie del tubo. Normalmen-

te la temperatura massima che può raggiungere una tubazione di

polietilene nello scarico di appartamenti è di 40-50° C. In conside-

razione di questa dilatazione, assume fondamentale importanza la

valutazione, agli effetti di una corretta e funzionale posa in opera,

delle effettive variazioni di lunghezza che si possono verificare nelle

tubazioni. Gli sbalzi di temperatura, e di conseguenza, gli allun-

gamenti a cui vengono sottoposte, sono notevolmente diversi in

funzione dell’impiego.

Prendiamo come esempio due casi limite:

a) colonna pluviale a vista esterna al fabbricato;

b) colonna di scarico di acque usate all’interno del fabbri-

cato.

a) Colonne pluviali esterne al fabbricato

Nelle colonne esterne ad uso pluviale la temperatura e, di conse-

guenza, la dilatazione del tubo, sono direttamente condizionate da

fattori climatici stagionali ed ambientali: la temperatura può oscil-

lare da diversi gradi sotto lo zero del periodo invernale ai 30/40° C

dell’estate. Se poi consideriamo l’effetto di esposizione diretta ai

raggi solari, la temperatura a cui il tubo

è sottoposto è ancora più

elevata, e rimane costante per diverse ore.

b) Colonna di scarico interna al fabbricato

Diversa è la situazione climatica per le colonne situate all’interno di

fabbricati che dispongono di una temperatura ambiente costante:

qui lo sbalzo termico può determinarsi improvvisamente per effetto

di acqua calda o fredda, con durata non rilevante.

In entrambi i casi va considerato che la posa delle colonne in can-

tiere può essere effettuata sia in inverno che in estate, quindi in si-

tuazioni ambientali e climatiche opposte. Diventa perciò importante

calcolare le variazioni di lunghezza del tubo dovute alla dilatazione,

applicando la seguente formula:

Δl = L • Y • Δt

Δl = Dilatazione termica (mm)

L = Lunghezza del tubo (m)

Y = Coefficiente di dilatazione 0,2 mm/m° C

Δt = Differenza tra la temperatura al montaggio e la temperatura

massima prevista per l’utilizzo (°C).

Esempio di dilatazione: determinare la dilatazione termica

Δl

Dati:

Lunghezza tubo L = 5 m

Temperatura al montaggio = 20° C

Temperatura di lavoro = 50° C

Δt differenza di temperatura = 30° C

Δl = 5 m • 0,2 mm/m° C • 30° C = 30 mm

La differenza di temperatura può assumere anche valori negativi: in

questo caso si avrà contrazione.

Esempio di contrazione: determinare la contrazione termica

Δl

Dati:

Lunghezza tubo L = 5 m

Temperatura al montaggio = 20° C

Temperatura di lavoro = -10° C

Δt differenza di temperatura = -30° C

Δl = 5 m • 0,2 mm/m° C • (-30° C) = -30 mm

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